Anche quest’anno la Nazionale di calcio Italiana non parteciperà al Mondiale, che si terrà tra Canada, Stati Uniti e Messico tra l’11 Giugno e il 19 Luglio.
Bosnia – Italia
Dopo la vittoria poco convincente contro l’Irlanda del Nord a Bergamo, sul cammino dell’Italia per arrivare al mondiale si era presentata la Bosnia di Edin Dzeko, una nazionale di un livello assoluto inferiore al nostro.
E questo si è visto nei primi 40 minuti di gioco, con il vantaggio firmato Moise Kean. Poi il rosso a Bastoni. Abbiamo giocato 90 minuti in 10 contro 11, e nonostante ciò abbiamo creato più occasioni da gol della Bosnia, non concretizzandole, e siamo arrivati ai calci di rigore. Gli errori dal dischetto ci hanno condannato al ripetersi della storia, per la terza volta di fila l’Italia è fuori dal Mondiale.
Nonostante una buona prestazione complessivamente, nonostante abbiamo giocato novanta minuti in 10 contro 11, creando più occasioni da gol della Bosnia, per la terza volta consecutiva non parteciperemo al Mondiale.
Una serie di errori e mancanze che si sono concretizzate sul campo, ma che partono da più lontano. Cerchiamo di analizzarle.
Cosa è cambiato dal 2014?
Nulla.
Siamo riusciti a portarci a casa un Europeo grazie al lavoro straordinario e alla visione di uomini come Mancini e Vialli. Questo ha disilluso tutti quanti, ci ha fatto credere che il movimento calcistico italiano fosse in risalita.
Il dossier di Baggio
In questi giorni che sono seguiti alla non qualificazione, soprattutto sui social si è tornati a parlare del dossier che Baggio, nominato nel 2010 presidente del Settore Tecnico della FIGC, aveva presentato al comitato direttivo a Coverciano.
900 pagine che illustravano di come si sarebbe potuto riformare e rivoluzionare il movimento calcistico nazionale. Dall’idea di privilegiare la fantasia nel giocare, la formazione di educatori ancor prima che di allenatori, una rete di scout, per scovare anche i talenti più nascosti. E ancora, un lavoro di ricerca e di studi, in collaborazione con le Università, mirato alla digitalizzazione e all’uso innovativo dei numeri. L’idea di creare un archivio digitale con statistiche e video dai quali poter attingere.
Chissà se, avessimo ascoltato il Divin Codino, le cose sarebbero andate diversamente.
Gattuso, Buffon e Gravina
Voglio partire ringraziando Gattuso e Buffon, due uomini veri.
Rino in sette mesi ha dovuto preparare una qualificazione al Mondiale, e nonostante la sconfitta, sento di dire che il CT ha dato il massimo, soprattutto da un punto di vista caratteriale e morale.
Gigi ha dovuto ricoprire il vuoto lasciato da Gianluca Vialli, nel ruolo di capo delegazione della Nazionale. Un compito tutt’altro che facile e per questo ringrazio Buffon per il ruolo svolto in questi anni.
Infine Gravina.
Mi aspettavo che a fine partita avrebbe rassegnato le dimissioni, che si sarebbe assunto un minimo di responsabilità. Invece nulla.
In queste ultime ore si parla degli eventuali nomi che dopo l’allontanamento dei tre dalla nazionale, potranno prendere il loro posto.
Conte, Allegri, Maldini, Del Piero, Malagò, Abete. Una cosa è certa, chi sarà a capo del Movimento Nazionale, dovrà avere il coraggio e la lungimiranza di cambiare radicalmente come si intende il calcio nella FIGC.
Da dove ripartire?
Infine la cosa più importante, da che giocatori ripartire? Perché va bene tutto ma poi l’ultimo giudice è il campo.

Bisognerà ripartire da alcuni punti fermi, che per me sono sono quelli scritti in nero. In giallo ci sono sia nuovi giocatori che potrebbero entrare nel giro della Nazionale maggiore, sia qualcuno che già ne è parte ma non sarei così sicuro di vederlo in futuro.
Rialzarsi, di nuovo
Per tutti quei bambini che non hanno mai visto l’Italia al Mondiale, per chi ha vissuto gli anni più duri e per chi ha gioito nelle vittorie e pianto nelle sconfitte, non PERDETE, non PERDIAMO la SPERANZA, torneremo ad essere GRANDI.
